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La chiesa di S.Cataldo, risalente al periodo
normanno, è ubicata su un piano rialzato
sito accanto alla chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio
(Martorana) che si affaccia su Piazza Bellini.
Edificata dopo il 1154 dall'Ammiraglio Majone
di Bari al tempo di Guglielmo I, essa era la cappella
di un sontuoso palazzo, oggi inesistente, appartenuto
allo stesso Majone. Nel 1161 diventa proprietà
dell'Ammiraglio Silvestro di Marsico, il quale
vi seppellisce la figlia Matilde, come risulta
da una lapide sepolcrale conservata all'interno.
Successivamente il Re Guglielmo II dona la cappella
ed il palazzo ai Benedettini di Monreale, che
la utilizzano come luogo per la cura degli infermi.
I Benedettini vi rimangono per circa cinque secoli
fino al 1787, periodo in cui tutto l'edificio
viene trasformato in ufficio postale. I lavori
di restauro vengono condotti dal 1882 al 1885
sotto la direzione dell'architetto Patricolo.
Dal 1937 la chiesa appartiene all'Ordine Equestre
dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
La struttura esterna della chiesa è un
parallelepipedo, composta da blocchi ben squadrati
disposti a strati orizzontali. Arcate aggettanti
sono le uniche decorazioni in facciata, ogni finestra
ha grate di pietra intagliata, che riproducono
fedelmente i disegni originali. Completa il coronamento
dell'edificio una merlatura araba, che corre lungo
il piccolo muretto d'attico. L'interno, di forma
rettangolare, suggestivo nella nudità delle
pareti, si compone di tre navate: la navata centrale
è costituita da una successione di tre
quadrati coperti con cupole emisferiche di colore
rosso e termina in un abside estradossato, mentre,
quelle laterali sono coperte da volte a crociera
e terminano con due absidi più piccole,
incassate nel muro e non individuabili dall'esterno.
L'altare originale riporta incisi una croce e
i simboli dei quattro Evangelisti. Il pavimento
a mosaico è anch'esso originale e mostra
disegni tipici della tradizione decorativa aniconica
islamica. La chiesa di San Cataldo è il
tipico prodotto delle maestranze arabe al servizio
di committenti cristiani.
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