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Al
termine della via omonima, vi si accede da un
portale barocco con mutile figure di angeli. La
chiesa fu fondata attorno al 1191 da Matteo d'Aiello,
cancelliere dei re normanni e data ai monaci cistercensi.
Passata la Sicilia all'imperatore Arrigo VI, la
chiesa fu concessa nel 1197 all'ordine secolare
dei Teutonici che aveva tra i suoi confrati lo
stesso imperatore e che, arricchito di rendite
e privilegi, aveva il compito di assistere le
minoranze tedesche viventi allora in Sicilia.
Questa chiesa fu sede del precettore generale
dell'ordine del quale divenne la "mansio"
o magione. Al decadere dell'egemonia imperiale
sull'Italia, scemò l'importanza dei Teutonici:
la chiesa fu loro tolta e nel 1492 fu innalzata
a Commenda (vi furono aperte alcune cappelle laterali).
Fu governata per due secoli da abati commendatari
e nel 1787 passò sotto il diretto patronato
dei re borbonici. Nel corso dei secoli la chiesa
subì manomissioni ed aggiunte, delle quali
la più notevole era quella di una doppia
loggia neoclassica nel prospetto. L'immagine odierna
del monumento è il risultato di restauri
effettuati tra il 1875 e gli anni Venti del XX
secolo, diretti da Giuseppe Patricolo e Francesco
Valenti, che hanno tolto le sovrapposizioni successive,
nell'intento di ripristinare l'originario monumento
tardo - normanno. Il monumento originario fu uno
degli ultimi prodotti dell'architettura siciliana
dell'età normanna di ascendenza fatimita.
Fu costruito quando da poco s'era compiuta la
grande esperienza della cattedrale palermitana,
alla quale esso direttamente si ricollega.
Elementi originari: all'esterno le cornici rettilinee;
i tre fornici d'ingresso contornati da ghiere
piatte, alternate alla fascia con bugne a guancialetto;
le arcatelle cieche nella parte superiore; la
monofora sovrastante; le tre absidi semicircolari
che sono evidenziate esternamente da una doppia
serie di arcate intrecciate (motivo tipico della
tarda età normanna); all'interno la navata
centrale che presenta un forte balzo di quota
ed emerge sulle navate laterali; dietro queste
si sviluppa il volume stereometrico del santuario,
impostato sull'area del grande tiburio, sorretto
da arcate ogivali; le coperture lignee, in origine
dipinte con motivi decorativi islamici (oggi rifatte).
Si accede al complesso attraverso il portale barocco
costruito nel 1717 all'ingresso del giardino antistante
la chiesa. Il portale ha due piloni a cui si sovrappongono
colonne in marmo sormontate da statue; sul timpano,
decorato da vasotti, è lo stemma in marmo
dell'Ordine Teutonico. Si passa al giardino che
fino al 1920 era affiancato da edifici di varie
epoche; oggi vi si affacciano alcuni locali della
canonica ed il Battistero, con una bella bifora
duecentesca (alla quale è stato adattato
un fusto di colonna con iscrizioni musulmane).
Il prospetto principale, più volte rifatto,
presentava, fino al 1920, una facciata neoclassica
con doppio ordine di colonnati, addossata nei
primi decenni dell'800. Dopo i restauri è
emerso il nudo paramento murario. L'interno, che
ha subito notevoli danni nel 1943, è stato
spogliato da qualsiasi traccia di interventi successivi
al XII secolo, rimettendo in luce le strutture
delle navate e del transetto; sono scomparse le
cappelle laterali, il coretto all'ingresso ed
il coro ligneo del presbiterio. Sul lato settentrionale
si trova l'Abbazia, coeva alla chiesa, articolata
attorno ad un chiostro che mantiene due delle
originali corsie del portico ad arcate ogivali,
impostate su coppie di colonne dagli eleganti
capitelli. Sotto la corsia del chiostro vi sono
due lastre tombali; in fondo un portale rinascimentale.
Alle spalle del Battistero si trova il barocco
oratorio del Crocifisso con altare in marmi misti
e Crocifisso seicentesco. Il complesso ha subito
sensibili manomissioni. Passato al Demanio nel
1866, veniva utilizzato per uffici ed in parte
come caserma. Gravemente danneggiato durante l'ultima
guerra, il complesso è stato parzialmente
ricostruito. Verso la fine degli anni '80 è
stato intrapreso un serio restauro degli edifici
che ha portato al rinvenimento di strutture appartenenti
ad epoche diverse, tra cui i resti di una torre
quadrata databile
intono al X secolo.
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