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Nei 1628 ebbe inizio la costruzione di un
lazzaretto per ricoverare le persone colpite dalla
peste che imperversava, in tutta l'Europa. Fu
utilizzato un magazzino di cereali che si trovava
nei pressi dell'Acquasanta proprio in riva al
mare. L'edificio fu completato nel 1631; in seguito,
intorno al 1771, furono aggiunti altri locali
e successivamente, per rinfuriare della peste,
vennero realizzate altre costruzioni, muri di
cinta e cancelli. Nel 1883 fu restaurato e fu
aperto l'ingresso principale a sud ovest lungo
la strada che conduce alla piazza Acquasanta.
La porta principale, secondo la descrizione di
G. Giliberto “ha un nobile aspetto con grossi
macigni squadrati che sostengono un cornicione
in cui sono scolpiti a stucco il genio della salute,
fiancheggiato da un'aquila e da una cornucopia”.
Lungo il vialetto dei caseggiati vi erano tombe
con iscrizioni appartenenti ad estinti eterodossi.
Al di là di questo ingresso vi era uno
spazio regolare ripartito in viali, il più
lungo dei quali era ricoperto di selciato. All'angolo
del terreno compreso tra il lazzaretto ed il muro
che da sulla via Gull, si trovano due vasche comunicanti
per innaffiare gli alberi e le piante del sepolcreto.
Di fronte al primo ingresso si ergeva il vestibolo
che serviva per custodire l'ingresso del lazzaretto
costituito da due colonne cilindriche sormontate
da due grosse pigne. Dopo il 1885 gli edifici
del lazzaretto furono adibiti a Manifattura di
Tabacchi e la nuova costruzione assorbì
parte dell'antico cimitero acattolico o degli
Inglesi. I bombardamenti dell'ultimo conflitto
mondiale distrussero tombe e viali ed in breve
tempo fu ricoperto di erba e sterpi. Oggi si tenta
di restituire a questo luogo la dignità
che merita.
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