Palermo sul Web: La Cuba

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LA CUBA
 
Già nel IX secolo nella fertile campagna che circondava Palermo, tra le mura occidentali e le montagne, gli Arabi avevano creato fantastici giardini ricchi di agrumeti, oliveti, palmizi e allietati da ruscelli e piccoli laghi artificiali. Qui i re normanni costruirono le loro residenze estive facendole circondare da parchi deliziosi dove si fondevano tre elementi, le piante, l'acqua e l'architettura. Il più ameno di questi parchi era il "Genoardo" che deriva da una parola araba e significa "Paradiso della terra". Nel Genoardo l'edificio più vicino al Palazzo reale era la Cuba, costruita sotto il regno di Guglielmo II il Buono (1180). Ingegneri edili arabi si occuparono dell'edificazione del monumento e dei muri di contenimento del bacino della peschiera mentre altri ingegneri idraulici convogliarono le acque delle fonti del Gabriele (tra la Rocca e Boccadifalco) verso la sala centrale dell'edificio da dove una fontana le riversava lentamente nella stessa peschiera che secondo alcuni studiosi doveva avere le dimensioni di metri 63 per 120 circa. L'ingresso all'edificio era quello orientato verso Monreale, una passerella lo collegava alla terraferma; l'ingresso odierno serviva come accesso dopo l'attracco delle imbarcazioni provenienti dalla peschiera. La sala a cui si accede dal vecchio ingresso, ricoperta dal tetto, era sicuramente adibita al riposo ed al ristoro di Guglielmo II. La particolare architettura della sala, dei due ambienti laterali, delle finestre a bocca di lupo, permettevano e permettono tuttora di generare delle correnti d'aria che danno un senso di frescura specie nelle calde ed afose giornate estive anche in mancanza d'acqua. Gli ambienti laterali erano altresì utilizzati come corpo di guardia e luoghi di servizio. La sala centrale aveva una fontana a forma di stella (ancora oggi visibile), era abbellita da muqarnas (oggi ne è presente una sul lato orientale) e vi erano quattro colonne. Sulla funzione delle colonne, oggi tracciate sulla passerella, vi sono due pareri:
1. vi era un porticato aperto:
2. le 4 colonne sostenevano una cupola.
L'ultimo ambiente, rivolto verso la città ed il mare, aveva una funzione di collegamento tra la sala grande e la peschiera, era un vestibolo dalle cui aperture si godeva sicuramente un magnifico panorama. Infatti tutt’attorno alla peschiera, le cui acque dovevano apparire immobili e ricche di pesci, magnifici e profumati giardini fioriti, ricchi di alberi da frutta e di altre piante esotiche, rendevano questo luogo simile al paradiso descritto nel Corano. Con la morte di Guglielmo II l'edificio subì numerose trasformazioni. Si ha notizia che negli anni 1575 - 76, a causa della peste, fu trasformato in un ospedale con almeno una ventina di stanze, probabilmente distribuite su due piani. Un secolo dopo circa, l'edificio era in pessime condizioni, quasi un rudere. Pessimi lavori di ripristino vennero effettuati dal governo borbonico che ebbe in affitto il palazzo e vi insediò la cavalleria Borgognona. Dopo l'unità d'Italia (1860) e la cacciata dei Borboni, l'area militare divenne proprietà dello Stato Italiano e così pure la Cuba. Nel 1921 la Cuba, pur trovandosi in area militare, venne ceduta al Ministero della Pubblica Istruzione e nel 1926 l'architetto Francesco Valenti diede inizio a seri lavori di restauro e di conservazione, oggi molto criticati. Dal dicembre 1995 il palazzo, dopo un ulteriore e valido restauro sotto la guida dell'architetto Franco Tomasello ed il patrocinio della Regione Siciliana, è stato restituito alla pubblica fruizione in tutto il suo magnifico splendore. La Cuba, un luogo di divertimento voluto da Guglielmo II, oggi un muto testimone di fasti e ricchezze di un meraviglioso periodo dove l'arte, la cultura, la tolleranza, l'integrazione erano comuni nella nostra terra. E' anche conosciuta col nome di Cuba Sottana, per distinguerla da quella, quasi sconosciuta, più a monte, la Cuba Soprana, di cui rimangono ben pochi resti incorporati nella villa settecentesca della famiglia Napoli. Questi resti consistono in arcate ogivali da cui scaturiva l'acqua che probabilmente alimentava una piscina al cui centro, su un isolotto, era la Piccola Cuba.


 


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