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civico n° 452, tra il vicolo dello Zingaro
e quello dei Lombardo, il cinquecentesco palazzo
Castrone Giardina di S. Ninfa. Il palazzo venne
costruito nei 1588 da Giuseppe Giacalone per volontà
di Cristoforo Castrone, su resti di precedenti
costruzioni medievali di cui rimangono tracce
nel vicolo dello Zingaro. Nella configurazione
originaria il palazzo, presentava due ordini ed
una raffinata loggia superiore. Il prospetto è
tripartito verticalmente da alte paraste, che
in origine erano sovrastate da statue sul muro
d'attico: all'ordinato inserimento delle finestre
ad edicola ed al disegno composto del vano d'ingresso,
si contrappone una variegata fascia di bugne che,
nell'ordine inferiore, avvolge le colonne del
portale a tutto sesto, sormontato dal contenuto
timpano e dallo stemma nobiliare. Nel terzo ordine
è ancora visibile la loggia a serliana,
affiancata dai busti in marmo di Romolo e di Roma,
posti nelle nicchie sopra gli architravi. Il palazzo
viene interamente trasformato nel '700; nel 1788
passa alla famiglia Giardina, marchesi di S. Ninfa
e nel 1880 viene ricavato l'ultimo piano che ingloba
la loggia centrale cinquecentesca. Sul muro d'attico
vennero aggiunte due piramidi laterali. Attraverso
un androne coperto da volte a crociera si entra
al cortile, rifatto nel settecento, e sotto la
loggia del primo piano è collocata una
fontana, coeva alla costruzione del palazzo, con
un rilievo di marmo raffigurante "Perseo
che libera Andromeda dal drago", forse di
scuola gaginesca. Altre due fontane di pietra
di Billiemi decorano la corte, i cui fronti partecipano
pienamente al decoro monumentale di tutto il palazzo.
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